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Globalizzazione LUONGO, Nunzia alias MATILDA K.
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GALLERIA ARTEINCORNICE
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6, 14 novembre 2009
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Dal caotico e poliedrico mondo dell'arte contemporanea , affiora dinanzi ai nostri occhi l'opera di Nunzia Luongo, alias Matilda K., artista la cui evoluzione negli ultimi anni ha toccato vertici di estremo lirismo in uno straordinario percorso che si nutre di simboli ed immagini volte alla continua sperimentazione. La grande ricchezza formale delle creazioni di questa sensibile artista suggeriscono un racconto che riporta alla mente la perduta felicità e l'armonia primitiva della nostra epoca filtrata da una raccolta di immagini fenomeniche ed interiori. Visualizzazioni tangibili delle differenze e delle analogie tra culture a volte distanti tra loro, queste creazioni descrivono con grande energia immaginativa la forza che consente di vivere e raccontare un reale in continua evoluzione esprimendo il desiderio di un fertile movimento. Innegabili i diversi linguaggi usati dall'artista che si confronta con differenti tipi di culture artistiche. Matilda K. stabilisce con realtà un dialogo che le consente di cogliere e ammirare la bellezza plastica e cromatica di paesaggi deserti, come ad esempio in "Sahara", tela del 2007. In tali opere l'artista conserva un'adesione spontanea all'esistenza, intesa come una creatività in permanente sviluppo ed una crescita evolutiva finalizzata ad una consapevole estensione dello spirito. Costanti forme che affiorano dai lavori di Matilda K. sono rappresentazioni geografiche dei continenti, Europa, America, Asia, Oceania ed Africa, fino alla completa mappatura del mondo osservato da figure senza volto, semplici e leggere sagome nere, ombre bidimensionali di giovani uomini e donne immobili davanti alla grandiosità di uno spazio surreale ove il colore si spezza e ricompone fino a raggiungere una inusitata unità ispirata all'empireo, come in "Via lattea" e "Retrospettiva di cielo". Esperienze visive realmente vissute per mezzo di continui viaggi, sono individuate in una zona meditativa, sensitiva e inconscia e rendono il bagaglio esistenziale di Matilda K. un luogo nel quale la conoscenza si trasforma in colore e forma, espressione di una identità etnica nella società, come in "Australia aborigena", ispirata alle forme di pittura rupestri dei nativi australiani che permettono all'artista di investire la tela con minuscoli e costanti puntini colorati che racchiudono in sé misteriose vibrazioni ancestrali. Invitandoci a percorrere strade reali e metaforiche, in opere quali "Torino futuribile" o "Tower Bridge", si delinea inoltre la volontà dell'artista di esaltare l'architettura caratterizzante luoghi e città, in un'osmosi continua e coerente tra ricerca di vuoto e pieno. Viene in tal modo illustrata una indagine spaziale improntata al desiderio di operare su zone specifiche quali arte e socialità. Il contatto con la nostra attualità e l'interesse verso il mondo esterno, rende le creazioni dell'artista, icone dell'oggi attraverso i segni di un tempo splendente ma ambiguo ed incerto. Una luce che svela accostamenti di colore puro e frammenti di storia in un perfetto accenno di surrealismo per questo tempo di globalizzazione, fa emergere sulla tela figure di soldati e monaci tibetani che con la loro forma e la loro intensità si impongono alla vista dello spettatore per non far dimenticare i fatti di cronaca che hanno investito il mondo negli ultimi anni. Ogni singola tela, creata da sensuale materia, racchiude e sottolinea in sé il punto di partenza e lo stato di arrivo di un rapporto tra unicità, intelligenza e creatività, capacità di far sognare e comunicare, fermezza di segno e convinzione del gesto pittorico, che caratterizzano l'opera di Nunzia Luongo, in arte Matilda K.
Angiolina Polimeni
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